Archives for aw category

Limbo rock

Posted on ago 19, 2010 under aw, novelle | No Comment

Ha voluto scegliere il bosco. La luce del giorno è filtrata dai tanti rami alti e vagare in mezzo al niente sembra soddisfacente. Ma poiché il viaggio non è infinito prima o poi affronta le scale ripide in discesa, le fa 3 a 3. Quasi si rompe l’osso del collo. Finite le scale si ritrova a cercare altri alberi e altri rami che possano filtrare un po’ di luce per vagare nel niente.

Le feste campane

Posted on ago 14, 2010 under aw | No Comment

Io lo so cosa non dite, e so perché non lo dite. Ma tranquilli, tanto vi odio comunque.

via LaQuiete

Posted on ago 13, 2010 under assimilazioni in scala di grigi, aw, musica | No Comment

“supponiamo che abbia detto che questo era quello. ciò non servirebbe a niente, le cose devono entrare in noi. non è il tempo di pensare, pensare in anticipo sul tempo.”

www.laquiete.org

Ecco qui, quello che intendevo

Posted on ago 01, 2010 under aw | No Comment

“Il pensiero è strappato violentemente dall’inconscio e sputato nella canzone.”

via

Persa la morte ed altri quattro

Posted on giu 29, 2010 under aw | No Comment

Avrei detto il mondo e il profumo dei fiori;
dieci, cento, mille volte sarei riuscito a raggiungerti,
se solo mi avessi chiesto dei fiori e del mondo.

Come senz’anima,
un’anima vuota,
la svolta della corsa
e stabilire ordini;
priorità mancate, ognuna la sua quota,
diranno a me: -Venite!- con aria reverenziale.
In realtà, con freddezza, mi porteranno al patibolo.

Mi sono rotto il cazzo: chi mi lecca le ferite?

Posted on giu 24, 2010 under aw, novelle | No Comment

Era così bella che da lontano la riconoscevi e splendeva come se ci fosse solo lei. Ma non era da sola, la sala e il banchetto erano per tanti, per chi arraffava e per chi si intrufolava in cucina. Lontana, nel bel mezzo di una strada a senso unico polverosa, guardava con occhi assorti, non pensava a nulla, avresti detto. Io mi trovavo abbastanza lontano da non poterne sentire la voce, sebbene non parlasse. Stavo di fronte a lei, anch’io nel bel mezzo della strada; anch’io in silenzio. Solo il vento sembrava essersi svegliato, quel giorno; si sentiva infatti una piacevole brezza che animava quel brullo paesaggio desertico ma al contempo spostava la polvere di qua e di là, un cielo cupo e malaugurante, che mi aveva destinato una sorte degna del suo colore.