Archives for aw category

Ohm, sweet ohm non è Tu scendi dalle stelle

Posted on mar 11, 2010 under aw, novelle | No Comment

La crema che corre nel bosco: questo e altro avevo per la testa quando dalla staccionata pensai al modo migliore di non attraversare il ponte. Un fiume di alberi mi separava dall’altra sponda rocciosa, dall’altra parte della mia vita. Le due estremità, i due mondi, eran collegati dal ponte che continuava la strada. Esso era però più che una continuazione, era una dura prova per chiunque. A dire il vero ciò che accadeva nell’attraversamento era qualcosa di oscuro e misterioso e nessuno seppe dirmi nei dettagli cosa succedeva a chi affrontava l’esperienza. La fine del ponte si vedeva, tutto sembrava molto chiaro, eppure c’era qualcosa in me che m’impediva di attraversarlo. Da molto tempo arrivai qui, all’imbocco, coi migliori intenti, ma finii per rimandare, rimandare e protrarre la mia decisione. A voi sembrerà banale pensare a me che non voglio attraversare uno stupido ponte per uno stupido motivo. Se proprio volete saperlo: il motivo non lo conosco neppure io. Sta di fatto che io, arenato oramai nei pressi della fine della strada sterrata e dell’inizio del ponte di legno cominciai a diventare parte del paesaggio per chi dopo di me si accingeva a percorrere la strada. io c’ero già quando loro arrivavano, e c’ero quando, dopo una breve sosta di rifocillamento si accingevano a passare il canyon. In uno dei momenti più strani della mia vita vidi la speranza nel mucchio di alberi che creavano un min bosco fittissimo dove la luce del sole penetrava a malapena. Il passaggio alberato era non meno rischioso del ponte: mai percorso da nessuno, via molto meno agevole dato il fatto che prima c’era una ripida discesa verso le fronde, poi una lungo tragitto nel bosco senza un terreno stabile e comodo, e alla fine una ripida salita che sfociava, superato l’ultimo osatacolo rappresentato dall’ultimo steccato in legno, nella strada post-ponte. Il modo migliore di non attraversare il ponte era volare, ma siccome non ne ero capace pensai a un altro metodo. L’illuminazione avveno un bel giorno durante il tramonto. Alcuni uomini stavano per ripartire e venendo a salutarmi mi regalarono una foglia blu. Una di quelle che crescevano dalle loro parti. Mi dissero che, se bruciata, liberava un fumo blu cobalto. Io avrei dovuto compiere tale gesto per avvisarli il giorno che sarei riuscito ad atraversare il ponte. Non seppi neanche ringraziarli, subito calai in uno stato di trance, iniziai dapprima a camminare, poi subito a correre come un pazzo gridando a più non posso e senza neanche rendermene conto saltai di corsa la staccionata quasi rovinai contro un tronco. Penetrai dentro il bosco a tutta forza. Albero dopo albero ero più vicino alla meta. Mi graffiavo, cadevo, mi rialzavo, ricadevo , ma non mi importava, io continuavo a correre e gridare, svegliavo gli uccelli appena addormentati, che in grandi stormi volavano via dalle fronde verde scuro. Le mie grida si soffocarono da sole quando vidi un bagliore che era circoscritto alla parte superiore del mio campo visivo, all’improvviso vidi delle scale e alla fine di queste una porta. Lì stava una grande luce! Salii di fretta senza pensare a nulla. Man mano che procedevo la luce si faceva via via più fioca, sempre meno opaca, fino a che entrai oltre la porta e notia che c’era un’altra salita. Non una scala, ma una salitaripida, di terra umida. Cercai di correre meglio che potevo evitando di ricadere giùe tenni gli occhi chiusi fino a quando andai a sbattere contro qualcosa, persi l’equilibrio e per poco ricadevo giù verso le scale, ma qualcosa mi trattenne. Aprii gli occhi e non sapete che sorpresa distinguere le facce attonite degli uomini che pochi minuti prima mi avevano regalato la foglia che faceva il fumo blu cobalto.

Scatti una foto e nel mentre sei morto

Posted on mar 02, 2010 under novelle | No Comment

-Ciao

-Ciao

-…

-Scopiamo?

-Ma sì!

Tips

Posted on feb 28, 2010 under aw | No Comment

Io sono come la tana del lupo. Avete presente la tana del lupo? Ecco.

Falsa testimonianza. Non attraversò il ponte per inseguire una capra di montagna.

Posted on feb 22, 2010 under aw | No Comment

Come voi sapete benissimo le capre di montagna si stanno moltiplicando in maniera rilevante da più di un anno. Costante di questo processi è la continua crescita di capi in pelle. La saggezza di chi viaggia in compagnia si scontra con chi sceglie le gambe al posto delle radici. Assumendo corrette le previsioni delle capre sulla fine del mondo non possiamo non complimentarci con il progetto di aiuti economici ai costruttori di strade di montagna. Ogni singolo sasso per la gloria. La fretta delle braccia consiglia al mondo e ai figli cari di rispettare le torte e le fette. Quadrati con 5 lati sono contemplati dalle forme di rugiada. Solo il suono conosciuto, familiare, preoccupato fa sì che distinguiamo il vociare di uno spazio vuoto da quello di una capra di montagna.

Accompagna una capra di montagna

Posted on feb 16, 2010 under aw, novelle | No Comment

L’ho trovata stesa sul ciglio della strada, sembrava stesse male, soffrendo. La raccolsi, cercai di trasportarla come potevo. Io dovevo continuare per la strada, almeno sino al ponte. Una volta arrivato trovo gli altri che parlano con quello che è lì da un sacco di tempo. Non vuole attraversare il ponte e continuare la strada e non si sa il perché di ciò. Io con la mia capra ci avviciniamo curiosi verso la folla creatasi all’imbocco del ponte, non è normale un tale ammassamento. Colui che non vuole attraversare il ponte è un ragazzo con una borsa a mio avviso estremamente ingombrante. Alla sua vista, la capra tenta di scappar via, come impaurita. Io tento di acchiapparla perché sia mai che mi scappi, io ti aiuto ma se scappi ti ammazzo. E fu così che attraversai il ponte. Mentre ci correvo sopra, inseguendo la capra, vidi che anche il ragazzo correva, ora senza l’ingombrante borsa, attraverso il bosco sorto nella vallata. Invece di usare la pratica e trafficata opera ingegneristica che tutti ci invidiano, quello lì ha pensato bene di evitarla. Non saprò mai perché, ma da là sotto spuntò una luce, tra gli alberi, che mi stese a terra e mi stordì. Tre giorni dopo riacciuffai la capra e me la mangiai.

Angoli sempre troppo esposti apposta

Posted on feb 09, 2010 under aw | No Comment

La tradizione di Emmental svizzero ci illude che il mondo finirà verticale. Come quando i manichini si allenano a ping pong, noi vedremo nascere e chiudersi un nuovo giorno.

Non so neanch’io se voglio la maschera. L’ideale sarebbe il vantaggio in ogni caso, ma soprattutto con la maschera. Senza maschera, però, il nulla è uguale al tutto e allora sto posto a che serve? Se un cane qualunque arriva qui dalle tette della Johansson ok ci vogliamo bene ma entrare nella mia testa è ben altra cosa. Spesso me lo dimentico troppo facilmente, c’è da starci seriamente attenti; d’ora in poi sarò più vigile.

In realtà, dicevo, non so neanch’io se voglio sembrare George, l’acido di carta o entrambi. Credo, arrivati a questo punto, che i due debbano anche un po’ distinguersi/dividersi: le divisioni son le più dolorose. C’è da starci attenti, soprattutto per me che, riprendendo una frase di Dave, mi sento fuori luogo pure al mio compleanno.

Offrirò un pranzo e la mia carne a chi si fermerà, almeno. L’altro violenterà il galateo con buona pace degli sci e delle interiora di gatto.

Diluente

Posted on feb 04, 2010 under aw | No Comment

Stimo la vernice

La ballata è sporca di sangue; smile.

Posted on gen 21, 2010 under aw | No Comment

Tipo quando vedi che l’erba e i fiori crescon tutti veloci come nelle canzoni pop. E poi il coro che t’illumina la giornata, e tu che fai un ghigno a dio, e a tutti gli uomini che riversano la propria insicurezza nei tubi di scarico della società. E voliamo, noi due, su un aeroplano di cartone, e lanciamo lampadine in testa ai rompiballe, e poi andiamo incontro al sole. Correndo. Così vorrei che continuasse.

Cade spesso ma non volentieri

Posted on gen 03, 2010 under aw | 2 commenti

Odierà per sempre la foce del sugo e la montagna di fazzoletti.

Piretto dove sei?

Posted on gen 02, 2010 under aw | No Comment

80 anni seduti sul mondo e finisci che non sai ancora soffiarti il naso. Parlo di me, ovviamente (la gente capisce solo le frasi impersonali, recentemente). Quest’anno ho due agende. Solitamente tra regali e autocelebrazioni finisco con l’avere sempre una nuova agenda ogni duemilaqualcosa, che puntualmente non uso, se non in due tre giorni all’anno nei quali mi ricordo di avere un’agenda. La mangiatoia per uccelli però è strana perché finché hai due calendari sticazzi, ne puoi avere anche 10, uno dietro l’altro, ma di agende… con le agente è più complicato. Ci devo scrivere per forza il mio nome e tutto il resto; mi piace compilare le parti inutili, insomma; e poi basta, però lo devo fare per entrambe. Sembra come quando hai due piante e le annaffi tutt’e due che tanto crescono sulla stessa merda, anche se una è piuttosto malconcia e l’altra la odi. Parlo di me, ovviamente.

Propositi (?) per il nuovo (?) anno

Posted on gen 01, 2010 under aw | No Comment

Comprendere che l’alba dei fiori è come la merda e che la merda dei fiori è utile a molti

Metà pane metà vino

Posted on dic 22, 2009 under aw | No Comment

Dov’è finita? Non capisco che se una cosa assume un aspetto orrendo per migliaia di anni una ragione ci sarà. Non è che io vivo nel rosa e nella merda e allora devo scansionare un uomo e trasformarlo in un piatto di riso.