Posted on feb 09, 2010 under aw |
La tradizione di Emmental svizzero ci illude che il mondo finirà verticale. Come quando i manichini si allenano a ping pong, noi vedremo nascere e chiudersi un nuovo giorno.
Non so neanch’io se voglio la maschera. L’ideale sarebbe il vantaggio in ogni caso, ma soprattutto con la maschera. Senza maschera, però, il nulla è uguale al tutto e allora sto posto a che serve? Se un cane qualunque arriva qui dalle tette della Johansson ok ci vogliamo bene ma entrare nella mia testa è ben altra cosa. Spesso me lo dimentico troppo facilmente, c’è da starci seriamente attenti; d’ora in poi sarò più vigile.
In realtà, dicevo, non so neanch’io se voglio sembrare George, l’acido di carta o entrambi. Credo, arrivati a questo punto, che i due debbano anche un po’ distinguersi/dividersi: le divisioni son le più dolorose. C’è da starci attenti, soprattutto per me che, riprendendo una frase di Dave, mi sento fuori luogo pure al mio compleanno.
Offrirò un pranzo e la mia carne a chi si fermerà, almeno. L’altro violenterà il galateo con buona pace degli sci e delle interiora di gatto.
Posted on feb 01, 2010 under my life |
Oggi la dentista non faceva altro che mettermi le tette in faccia.
Da sopra, sotto, di lato.
Sono felice.
Posted on gen 21, 2010 under aw |
Tipo quando vedi che l’erba e i fiori crescon tutti veloci come nelle canzoni pop. E poi il coro che t’illumina la giornata, e tu che fai un ghigno a dio, e a tutti gli uomini che riversano la propria insicurezza nei tubi di scarico della società. E voliamo, noi due, su un aeroplano di cartone, e lanciamo lampadine in testa ai rompiballe, e poi andiamo incontro al sole. Correndo. Così vorrei che continuasse.
Posted on gen 17, 2010 under varie ed eventuali |
La verità evidente che nessuno vuole ammettere è che Bruce Springsteen fa veramente cagare.
Posted on gen 09, 2010 under assimilazioni in scala di grigi, politica |
It’s good for you. We’re gonna move.
Posted on gen 07, 2010 under libri, recensioni |

Selma Lagerlöf – Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson
Ho conosciuto questo libro e la sua autrice grazie al cartoon di produzione nipponica-austriaca di inizio anni ‘80. Quando lo vidi per la prima volta mi colpirono subito: le atmosfere, le storie, i personaggi; talmente tanto che, vari anni dopo, cercai in rete degli approfondimenti e da qualche parte trovai il riferimento al libro.
Un libro fantastico. Fantastico sia perché c’è tanta fantasia sia perché è un libro bellissimo. Meraviglioso davvero il viaggio di Nils Holgersson; una vera celebrazione della Svezia: ci si addentra nel suolo scandinavo tra usi e costumi apparentemente lontani per tempo e per spazio, atmosfere che evocano un non so che di magico, di sorprendente e al tempo stesso nostalgico. I vari personaggi secondari che accompagnano Nils caratterizzano i luoghi visitati come quegli stessi luoghi danno ognuno un impronta diversa ad un personaggio che si appresti a visitarli e a viverli. Nils stesso cambia, durante il viaggio.
La Svezia e i suoi luoghi, descritti con incantevole amore e passione dall’autrice, che sono i veri protagonisti del viaggio fisico di Nils, sono in realtà solo lo sfondo del vero viaggio del ragazzo, quello in cui Nils scoprirà nuove verità e priorità, nuovi luoghi dell’animo umano che non sapeva propri, nuove amicizie, nuove responsabilità e scelte che concluderanno il viaggio nel quale un ragazzo diventa un uomo.
Posted on gen 03, 2010 under aw |
Odierà per sempre la foce del sugo e la montagna di fazzoletti.
Posted on gen 02, 2010 under aw |
80 anni seduti sul mondo e finisci che non sai ancora soffiarti il naso. Parlo di me, ovviamente (la gente capisce solo le frasi impersonali, recentemente). Quest’anno ho due agende. Solitamente tra regali e autocelebrazioni finisco con l’avere sempre una nuova agenda ogni duemilaqualcosa, che puntualmente non uso, se non in due tre giorni all’anno nei quali mi ricordo di avere un’agenda. La mangiatoia per uccelli però è strana perché finché hai due calendari sticazzi, ne puoi avere anche 10, uno dietro l’altro, ma di agende… con le agente è più complicato. Ci devo scrivere per forza il mio nome e tutto il resto; mi piace compilare le parti inutili, insomma; e poi basta, però lo devo fare per entrambe. Sembra come quando hai due piante e le annaffi tutt’e due che tanto crescono sulla stessa merda, anche se una è piuttosto malconcia e l’altra la odi. Parlo di me, ovviamente.
Posted on gen 01, 2010 under aw |
Comprendere che l’alba dei fiori è come la merda e che la merda dei fiori è utile a molti
Posted on dic 22, 2009 under aw |
Dov’è finita? Non capisco che se una cosa assume un aspetto orrendo per migliaia di anni una ragione ci sarà. Non è che io vivo nel rosa e nella merda e allora devo scansionare un uomo e trasformarlo in un piatto di riso.